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Martedì 05 Luglio 2011 01:31
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Adrenalina pura: quando lo sport è estremo

  • Scritto da  Redazione
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Adrenalina pura: quando lo sport è estremo

 

Sospesi su una corda nel vuoto, lanciati in picchiata su cascate, trascinati da onde giganti, arrampicati a mani nude sulle vette più impervie: alla scoperta di una serie di atleti con il gusto del brivido.

Una camminata su una corda di nylon al tramonto vicino a Rio de Janeiro.

“Arrampicarsi, e in generale vivere in Brasile è assolutamente incredibile – lo stile di vita rilassato, i picchi da scalare, un paesaggio che con quella combinazione di giungla, montagne e oceano è una fonte di ispirazione” – dice lo scalatore e artista Renan Ozturk a proposito del viaggio che ha fatto per realizzare un documentario su un’amica brasiliana morta e sulle avventure nella sua terra. Nella foto Ozturk cammina con attenzione su una corda di nylon a Pedra da Gávea, sopra le luci scintillanti di Rio de Janeiro.
“Ho avuto paura mentre giravamo questa scena perché dovevo camminare al buio nel vuoto, soffiava un vento forte e io dovevo tenermi in equilibrio mentre Tim scattava foto col suo flash accecante. È stata un’avventura grandiosa.”

Bodysurfing nel Northshore, alle Hawaii

“In questo momento  Paul Mclaughlin e io ci stiamo buttando nei tubi dell’onda cercando di volare sopra la telecamera” dice Ryan Hailstones (a sinistra), bodysurfer professionista classificatosi quinto nel Pipeline Bodysurfing Classic di febbraio.
Ke Iki Beach, nella regione del North Shore sull’isola hawaiana di Oahu, è una località tanto famosa quanto pericolosa per il bodysurfing. Solo i professionisti possono sfidare l’acqua poco profonda e le grandi onde che si infrangono sulla spiaggia.

L’arrampicata sull’arco di Bishekele, deserto dell’Ennedi, Ciad

“A cinque metri da me c’era la cima della montagna più incredibile che io abbia mai visto”: così lo scalatore James Pearson commenta la sua arrampicata sui 55 metri dell’Arco di Bishekele nel deserto dell’Ennedi, in Ciad. Dopo un viaggio di oltre quindicimila chilometri in quattro giorni una squadra composta dai migliori scalatori – tra cui Jimmy Chin,  Alex Honnold, Renan Ozturk e appunto Pearson – è stata la prima ad arrivare in cima all’arido cumulo di arenaria e ripide pareti di questo lontanissimo deserto.
“Arrampicarsi era sempre più difficile, ma il mio istinto mi diceva di provarci, e dopo cinque intensissimi minuti sono arrivato su quella che a tutt’oggi è la cima più selvaggia che abbia mai visto. Quando mi sono girato per dare un’occhiata ho pensato: sono il primo essere umano a godersi questa vista.”

Kiteboarding a Cumbuco, in Brasile

“Era in ballo il primo posto, quindi tutta la mia attenzione era rivolta a quella mossa”, ricorda il kiteboarder professionista  brasiliano Guilly Brandão parlando dell’ultima fase del Volkswagen Kite Tour 2010 a Cumbuco, nel Brasile settentrionale.
“Non pensavo a nulla, sentivo la tavola e l’aquilone e iniziavo a preparare la mossa successiva sull’onda.” Cumbuco è il paradiso dei kiteboarder: venti forti per tutta la stagione, da giugno a novembre. Brandão ha vinto il suo quinto titolo in quest’occasione.

Fare un salto con gli sci ad Alta, nello Utah

“Quando mi sono ritrovato in cielo e ho dato una prima occhiata al suolo e a quanto era distante, il tempo si è fermato: tutto è diventato molto calmo, sentivo il cinguettio degli uccellini, mi sono perso nei miei pensieri – tutto questo in un nanosecondo”, racconta lo sciatore professionista Julian Carr a proposito del suo salto da una parete di 18 metri nel resort di Alta, nello Utah.
Carr ama a tal punto lanciarsi dagli strapiombi da detenere ben due record mondiali in questo sport. E con oltre un metro di neve all’anno, Alta è il suo posto preferito per praticarlo: “Farinosa e profonda, la neve dello Utah è la migliore al mondo! Ma non ditelo a nessuno”.

Arrampicarsi vicino a Squamish, in British Columbia (Canada)

“In questa spaccatura ero assolutamente al sicuro – fintantoché non mi muovevo”, racconta il maestro di arrampicata John Furneaux a proposito di Public Image, un percorso di livello 4 nel North Wall dello Squamish Chief.
“Ogni volta che cercavo di salire avevo la sensazione che sarei potuto precipitare nell’abisso da un momento all’altro”.
Lo stretto pertugio offre una vista incredibile: giganteschi cedri, abeti di Douglas e Squamish (British Columbia), il paradiso per gli amanti dell’arrampicata, del kayak di fiume, della mountain bike e dei windsport. “Per quanto detesti rivelare quelli che considero i miei parchi-giochi segreti, ammetto che Squamish è davvero il posto ideale per chi cerca l’avventura”, commenta Furneaux.

Stand up paddle surfing a Tahiti

“Qui avevo già fatto surfing e tow-in surfing” dice Chuck Patterson, surfista su onde giganti, di Teahupoo, una nota località di surf a Tahiti. “Ma mi sono sempre chiesto come sarebbe stato passare nel tubo dell’onda con la mia tavola da stand-up paddle surfing. Ecco perché sono tornato.” Una scogliera cava e affilata come un rasoio risucchia l’acqua, formando un tubo al di sotto del livello del mare.
“Farci paddle surfing dentro è difficilissimo, per non parlare di farci surf: si rischia di pagare caro ogni errore.” La foto è stata scattata da una macchinetta montata sulla sua tavola.

In bici sulla Table Mountain sudafricana

“Dovevo assolutamente farlo” dice il mountain biker professionista Kenny Bailey a proposito della sua pedalata sulla Table Mountain. “È l’ambiente perfetto per allenarsi, ma bisogna stare davvero molto attenti.” Belaey ha usato ogni trucco possibile e immaginabile, dalle impennate ai salti, per esplorare la famosa montagna piatta alta un chilometro che sovrasta Città del Capo. Per essere in cima all’alba ha camminato di notte, portandosi la sua bicicletta da nove chili sulle spalle.

In kayak nel fiume Seti, in Nepal

“Il Canyon nella parte superiore del fiume Seti è tra i posti più belli che abbia mai visto” dice il kayakista e regista Josh Nelson, che lo ha esplorato per filmare una parte molto ripida del corso d’acqua.
“Pensi che il tuo cuore batterà fortissimo prima di questa discesa, ma è esattamente il contrario: il rumore dell’acqua è annullato dalla concentrazione, e il tempo sembra non passare mai.”

Scalare il ghiaccio a Eidjford, in Norvegia

“Mi sembrava di arrampicarmi su uno di quei grandi lampadari a bracci” dice Will Gadd, scalatore su ghiaccio di fama mondiale, dopo aver completato la prima salita del Skrikjofossen (altezza totale: 200 metri) durante un glaciale febbraio a Eidfjord, in Norvegia. “È stata di gran lunga la cascata ghiacciata più difficile che abbia mai scalato o pensato di scalare.”
Ma la possibilità di esplorare le caverne che stavano dietro la cascata giustificava il rischio: “la combinazione di luce, atmosfera e bellezza della natura in queste caverne è impressionante”.
Nessun altro ha mai fatto la scalata di Gadd.

Il salto della strada che divide il Monte Baker, nello Stato di Washington, Usa

Dopo una lunga giornata di esplorazione del Monte Baker, un gruppo di sciatori esperti, tra cui Paul Kimbrough (nella foto), sciatore a tallone libero, si è avventurato fino alla strada che divide in due la montagna, un rito di passaggio per sciatori e snowboarder locali.
Per prepararsi al salto, approntare tutte le misure di sicurezza e montare le luci c’è voluta qualche ora. La macchina nella foto era davvero parcheggiata, visto che era già molto buio: Kimbrough ha potuto rendersi conto di dove fosse.
“Quando mi ci son trovato sopra riuscivo a malapena a vedere la corsia, con quella luce così bassa”, ricorda, “ma ero tranquillo. Ruotare di 360 gradi mentre nevicava e chiudere il movimento in maniera pulita è stato grandioso.”

Un’arrampicata solitaria senza assicurazione nel parco nazionale di Yosemite

Senza neanche una corda di protezione, il temerario scalatore Dean Potter fa free solo lungo un tracciato chiamato Paradiso sul Glacier Point, nel parco nazionale di Yosemite, in California. In lontananza si vede l’Half Dome.

Fare kayak sulle cascate di La Paz, in Costa Rica

Il kayakista professionista Pat Keller scende in picchiata nelle cascate di La Paz, negli altipiani  centrali del Costa Rica. Keller è sopravvissuto alla caduta, ma si è rotto la mano destra.

Surfare a Waimea Bay, nelle Hawaii

Il surfista Jamilah Star evita una closeout, un’onda che si rompe tutta nello stesso momento, a Waimea Bay, nel North Shore a Oahu, Hawaii. “Più l’onda diventava grande, più i surfisti si allontanavano”, ricorda il fotografo Dave Collyer.
Quest’onda si è spezzata. Due moto d’acqua sono riuscite a passarci sopra per miracolo e Jamilah, che era appena caduto dalla tavola, è a malapena riuscito a salire sulla cresta.”

Freeride in Austria

Uno sciatore si fa strada nella neve di una cima di Saalbach, in Austria. Questa località del salisburghese, piena di piste e aree adatte al freeride, è molto nota tra gli sciatori.

L’Abu Dhabi Adventure Challenge

I concorrenti dell’edizione 2010 dell’Abu Dhabi Adventure Challenge hanno fatto trekking nel deserto durante l’ultramaratona di sei giorni. C’è stato un piccolo prologo di triathlon nella città di Abu Dhabi, dopodiché i corridori sono arrivati in autobus ad Al Ain: qui hanno affrontato la catena montuosa del jebel Hafeet. Successivamente c’è stata la camminata nel deserto di Rub al Khali. La sfida è terminata con un tratto di kayak in mare.

Base jumping nello Utah

Un membro della squadra aerea della Red Bull fa base jumping in un dirupo nello Utah sudoccidentale. Le ali di tessuto sulla muta dei saltatori gli consentono di “volare”. Il paracadute gli permette poi un atterraggio sicuro.

Il sentiero dell’Annapurna, in Nepal

Una cima coperta di neve fa sembrare minuscolo uno scalatore a Thorung La, un passo a 5.416 metri sul massiccio dell’Annapurna, nella catena montuosa dell’Himalaya. È il passo più difficile del sentiero dell’Annapurna, una pista che accoglie scalatori da tutto il mondo.


Ultima modifica Lunedì 31 Ottobre 2011 17:13
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Pubblicato in Avventura
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