Una parete di corallo racchiude una laguna turchese delimitata da lunghe spiagge di sabbia fissate dalle palme da cocco curvate dal vento. È la Grande Barriera Corallina, vista dal cielo attraverso il finestrino del piccolo aereo del Cape York air Services, il volo che collega Cairns a Horn Island. Il velivolo sorvola il litorale per fare tappa a Cooktown, la città costruita nel 1873 dai pionieri che trovarono l’oro nel fiume Palmer. Esaurito il filone iniziò la sua decadenza: Cooktown passò da 50.000 a poco più di un migliaio di abitanti, fu tormentata dagli uragani e si lasciò avvolgere dal torpore che aleggia nell’intera regione. Il volo è l’unico collegamento regolare con gli insediamenti della penisola, un territorio abitato quasi esclusivamente da indigeni, collegato al resto del Paese dalla Peninsula Development Road, una pista impercorribile tra ottobre e aprile, durante la stagione delle piogge. Il resto dell’anno, questo percorso è attraversato da pochi camion che riforniscono i villaggi o da escursioni in Land Rover che conducono i rari turisti tra giungle, plaghe desolate e paludi. Alla frontiera tra Queensland civilizzato e le lande sperdute del nord c’è Laura, un minuscolo centro che ogni anno ospita il Cape York Aboriginal Dance Festival, l’occasione d’incontro per le tribù di aborigeni e isolani di Torres Strait che vivono nella regione. L’altra città importante è Cairns che si raggiunge con un trenino giocattolo che passa di fronte alle scroscianti cascate di Baron. Cairns è il principale centro del Nord Queensland, la città australiana è cresciuta più rapidamente nell’ultimo decennio, grazie al boom turistico della Grande Barriera Corallina e delle sue isole. È la città dove migliaia di giovani si arenano sedotti dai ritmi rock di pub e discoteche e altrettanti turisti facoltosi trascorrono le giornate in maratone di shopping tra plasticasi centri commerciali. È la base per esplorare la foresta pluviale, ma anche l’inestricabile giungla di coralli e i suoi paradisiaci atolli.
FORESTA PLUVIALE
La foresta pluviale di Daintree, è un luogo incontaminato, magnifico e antichissimo; a parole è quasi impossibile spiegare l’emozione che si prova a camminare all’interno di un ecosistema vecchio di oltre 160 milioni di anni, una varietà impressionante di alberi e arbusti, tanto che probabilmente ci sono specie ancora da classificare. La foresta risuona dei canti delle numerose specie di uccelli, e nella penombra del sottobosco vive ancora il volatile più grande del mondo, il misterioso Casuario Australiano, o Cassowary come dicono gli Aussie. Una specie di Emu gigantesco, che può essere alto fino a 2 metri, dai colori sgargianti blu, rosso e verde e che se molestato può diventare un vero killer, dotato come è di artigli impressionanti e un becco affilato. Ma il casuario non è l’unico “pericolo” della foresta, ci sono specie di serpenti particolarmente velenosi, ragni e zecche micidiali. Nella regione circolano storie, più folcloristiche che reali, sui visitatori sbranati in riva al fiume: è la terra di Crocodile Dundee, resa ancora più mitica e selvaggia dai racconti di spericolate avventure nella giungla. A Daintree, il pericolo c’è davvero: i crocs, come li chiamano qui i coccodrilli, raggiungono i 7 metri di lunghezza, attaccano bufali e canguri e, all’occasione, non disdegnano l’uomo. A nord del fiume, la foresta pluviale dilaga tra muschi, licheni, liane, felci ed imponenti ficus strangolatori. È un’intricata tenebra vegetale interrotta dai colori di un’infinità varietà di orchidee e dalle Papilio Blue Ulysses: grandi farfalle con le ali blu fluorescente.
GRANDE BARRIERA CORALLINA
L’altra attrattiva principale è senza dubbio la Grande Barriera Corallina, uno spettacolo mozzafiato: tra madrepore dalle forme più bizzarre nuotano pesci di tutti i colori. La Grande Barriera Corallina è il più articolato ecosistema marino: oltre a 400 varietà di coralli, ospita migliaia di specie di spugne,ricci,molluschi,crostacei e pesci e le sue isole raccontano la vocazione balneare dell’Australia. Ci sono paradisi naturalistici come Heron Island, un micro-atollo racchiuso in un nastro di borotalco su cui depositano le uova le tartarughe verdi. Ci sono altre isole importanti come Lizard Island, frequentata da Carlo d’Inghilterra; Whitsunday un arcipelago di 74 isole collinose sepolte di vegetazione e movimentate da promontori, spiagge e baie; Magnetic Island per viaggiatori con zaino e sacco a pelo dove al pub di Arcadia si assiste alle corse dei rospi, con tanto di scommesse, incitamenti e montepremi. A sud della Barriera Corallina si trova Fraser, la più grande isola di sabbia del mondo, dove vivono i dingo e le dune di color latte racchiudono laghi turchesi.
Tutti gli amanti della natura sono invitati a fare un viaggio nella leggenda e bellezza australiana per conoscere questa terra meravigliosa dalle spiagge di diamante alla splendida e incontaminata natura selvaggia.

