E precisamente a Potosì, vicino al confine meridionale con il Cile, all’interno della Riserva Nazionale andina Eduardo Avaroa e le acque verde smeraldo sono quelle della spettacolare Laguna Verde, una delle più importanti destinazioni turistiche del paese, con almeno 30.000 visitatori l’anno.
In direzione del Cile, sono ormai alle spalle lo splendido Titicaca, il più alto lago navigabile al mondo, con le sue isole, i miti e le leggende, fra cui la misteriosa città Tiahuanaco, ed il Salar de Uyuni, la distesa immensa di sale cristallizzato che nei mesi dell’inverno australe (quando da noi è estate) consente di essere attraversato. A 4.500 mt. di altitudine, si raggiungono la Laguna Blanca, il cui colore bianco è dovuto all’alto contenuto di minerali e poi, unita da uno stretto minimo, la Laguna Verde, di colore verde intenso dovuto alla presenza di magnesio. La circonda un soffice strato di borace; polvere di colore bianco che evidenzia ancora di più i colori smeraldini delle sue acque. Sullo sfondo, il vulcano Licancabur, che segna il confine con il Cile e renda ancora più magico questo luogo. Insieme con la Laguna Colorada, autentica meraviglia, che per effetto del vento e delle alghe assume una colorazione rossastra, sono luoghi perfetti per le colonie di fenicotteri andini, grazie alle acque ricche di minerali. Ma soprattutto un paesaggio che, alternato alle fumarole dei vulcani ed i geyser, ha la capacità di evocare scene primordiali e trasportare indietro, fino all’epoca iniziale della creazione della Terra.
Foto: Tour 2000

