L'isola di Giava, con il suo paesaggio tropicale punteggiato da centinaia di templi archeologici, tra cui due, Borobudur e Prambanan, riconosciuti come "Patrimonio Mondiale dell'Umanità", è un luogo che racconta la vita di Buddha e i templi rappresentano i vari stadi da percorrere per raggiungere il Nirvana.
Protagonisti gli incantevoli paesaggi del Vulcano Bromo, delle risaie e piantagioni da tè, la cultura e la tradizione nelle arti figurative e nella musica.
Si incomincia con i templi della piana di Prambanan (tre, dedicati a Brahma, Visnhnu e Shiva) considerati i più importanti monumenti religiosi induisti dell’Indonesia per poi raggiungere Borobudur, il tempio – montagna, il più grande edificio buddhista del mondo.
Il tempio di Borobudur, una meraviglia che unisce scultura, architettura e simbolismo, così come gli insegnamenti di induismo e buddismo, per produrre il più grande monumento al mondo dedicato a Buddha.
Borobudur è un nome che evoca storie leggendarie: la montagna sacra vietata ai membri della famiglia regnante, pena la morte inviata dal cielo; la costruzione che rivela a chi la sa leggere tutta la sapienza dell'universo; il tempio perduto nella foresta che appare all'improvviso davanti agli occhi di un esterrefatto esploratore in divisa kaki e casco coloniale. Leggende. Ma come si fa a non lasciar correre la fantasia in un posto così?
Il tempio di Borobudur è situato in una zona dove un tempo vi era un lago, che è stato naturalmente disseccato dalle eruzioni vulcaniche. Si ritiene che la costruzione di questo tempio sul lago assomigliasse ad un fiore di loto galleggiante sulle acque.
Durante la visita, che inizia solitamente alle 4 del mattino, dal tempio si può assistere allo spettacolo del sorgere del sole, con la luce bluastra dell'alba che svela lentamente le montagne che circondano il complesso, mentre una fitta nebbia, emanata dalla giungla giavanese, crea la sensazione di trovarsi in un luogo non terreno, più vicino al cielo.
Il tempio di Borobudur è strutturato come un colossale mandala, una di quelle tavole che i maestri buddisti usano per iniziare i loro discepoli ad un più alto livello di sapienza. Costruito come una specie di piramide sovrapposta ad una collina, il tempio è composto da una serie di gallerie a cielo aperto con le pareti scolpite. Ai livelli più bassi ci sono i rilievi che rappresentano la vita di tutti i giorni, con le sue miserie, i vizi, le malattie. A mano a mano che si sale le scene diventano più serene. In cima non ci sono più figure ma solo decorazioni astratte, a simboleggiare il distacco dalle cose umane. I muri delle gallerie sono alti e non si vede nulla dell'esterno ma quando si arriva ai piedi del grande stupa centrale con la sua cupola perfettamente liscia si apre la vista su un paesaggio che non si vorrebbe lasciare mai.
Una delle tante storie inventate circa il ritrovamento di Borobudur racconta che fosse completamente sepolto sotto uno strato di cenere vulcanica. Non è vero, ma avrebbe potuto esserlo: i vulcani ancora oggi attivi a Giava sono centinaia. Il Bromo è sicuramente uno dei più spettacolari.
Non molto lontano da Borobudur si trovano i templi della piana di Prambanan, 17 km a est di Jogjakarta.
La piana e` letteralmente disseminata di templi (in origine ce n'erano 232). I templi vennero abbandonati in concomitanza con l'invasione musulmana e vennero severamente danneggiati da un terremoto nel Seicento.
Prambanan è considerato il massimo monumento induista dell'Indonesia. Costruito intorno all'anno 900, la sua pianta ricorda Borobudur, non fosse altro perche' anche in questo caso l'obiettivo degli architetti era di rappresentare il mitico Monte Meru.
Al primo dei sei livelli i bassorilievi raccontano la storia del Ramayana. Il potere drammatico e metafisico della danza cosmica di Shiva rappresenta forse l'apice dell'arte giavanese del bassorilievo.
Tre chilomeri a ovest, verso Yogya, si incontra uno dei piu` interessanti, il Candi Sari, costruito nell'825, e poco a nord di questo il Candi Kalasan, datato al 778, ovvero uno dei primissimi dell'intera Giava e uno dei primi documenti del sincretismo giavanese (vi sono fuse la cosmologia induista e quella buddista). Continuando verso Yogya, dopo altri cinque chilometri, si arriva al bivio per Candi Sambisari, la scoperta piu` recente della piana. Gran parte di questi "candi" sono mausolei di sovrani, per cui la piana e` una specie di "valle dei re" giavanese.
L'Indonesia non è solo mare e Bali, ma è anche cultura e paesaggi con pochi eguali, entrambi presenti nella splendida isola di Giava. Davvero affascinante, ricca di misticismo ed attorniata da strane leggende.. Piena di storia, templi e monumenti grandiosi...questa è l'isola di Giava...!
Martedì 19 Luglio 2011 00:17
Giava, un tesoro da scoprire nella magica Indonesia
Quasi abbandonata dagli italiani dopo l’attentato del 2002 a Bali, con il recupero di una consolidata normalità, l’Indonesia merita di tornare fra le mete da visitare.
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Da Redazione
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