E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole, e da queste isole alla terraferma di fronte ( ... ). In quell'isola chiamata Atlantide v'era un regno che dominava non solo tutta l'isola, ma anche molte altre isole nonché alcune regioni del continente al di là: il suo potere si spingeva, inoltre, al di qua delle Colonne d'Ercole; includendo la Libia, l'Egitto e altre regioni dell'Europa fino alla Tirrenia. In tempi posteriori per altro, essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte ... tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve".
Così Platone descrive Atlantide nei dialoghi “Timeo” e “Crizia” che hanno dato adito a molteplici interpretazioni.Con il termine Atlantide si vuole indicare, un ipotetico grandissimo continente sprofondato, migliaia e migliaia di anni fa, nelle acque dell'attuale Oceano Atlantico che ne assunse il nome.Una teoria che circolava nel XVII era quella secondo la quale l'Atlantide sarebbe esistita ad occidente di Gibilterra, ed inoltre si affermava che le isole Canarie e l'arcipelago delle Azzorre devono considerarsi avanzi dell'antico continente atlanteo. Ma cosa c'è di vero? E' frutto solo di immaginazione oppure è esistito davvero il continente di Atlantide?
La leggenda…
Le leggenda narra che la creazione di Atlantide avvenne grazie a Poseidone, il quale si innamorò di una fanciulla nata da una coppia primordiale, Cleito, ed ebbe rapporti con lei. Successivamente spezzò la terra, circondò la collina dove lei viveva creando zone alternate di terra e di mare le une concentriche alle altre (due di terra e tre di acqua ciascuna con circonferenza equidistante) di modo che nessuno potesse raggiungere l’isola. L’intera isola si sviluppa così su anelli di terra collegati tra loro da ponti, gli anelli di mare erano abbastanza grandi da essere navigati. Cercando di immaginare la struttura si potrebbe ipotizzare una sorta di “labirinto” concentrico. Se questa “ricostruzione” dovesse corrispondere alla reale mappa di Atlantide, la grande distribuzione di questo simbolo porterebbe alla considerazione che altre civiltà antiche abbiano avuto legami con essa; probabilmente alcuni “scampati” alla distruzione sono approdati in vari continenti e hanno fondato una discendenza. In tutti i popoli della terra esistono tradizioni concordanti che manifestano il ricordo del misterioso continente sommerso, al quale si deve attribuire l'origine di molte leggende. Platone racconta di un territorio rettangolare di 540 x 360 chilometri, circondato su tre lati da montagne che lo proteggono dai venti freddi, e aperto a sud sul mare. La città principale, Atlantide, sorgeva sulla costa meridionale circondata da una cerchia di mura dalla circonferenza di settantun chilometri; la città vera e propria, protetta da altre cerchie d'acqua e di terra, ha un diametro di circa cinque chilometri. In altre parole Atlantide misura quasi otto volte la Sicilia: se non proprio un continente, pur sempre un'isola di grandezza non indifferente. Il filosofo descrive la ricchezza e l’abbondanza di questa terra che produceva da sola tutto ciò che serviva, dai metalli agli animali e piantagioni, e aveva contatti anche con paesi stranieri. Sottolinea inoltre la presenza di elefanti, cosa che collega le leggende con le raffigurazioni di questi animali in America, mentre la descrizione delle piantagioni e dei profumi prodotti dall’isola fa pensare quasi al Paradiso.
La scomparsa
Se Atlantide è davvero esistita, quando potrebbe essere avvenuta la sua distruzione e cosa potrebbe averla determinata? Sul “quando” tutti sono abbastanza concordi: intorno a 10.000 anni fa, più o meno nel periodo descritto da Platone. Per quanto riguarda le cause, le ipotesi sono molteplici: dall'eruzione vulcanica, a una guerra nucleare, alla caduta di un asteroide o di una seconda luna che, in tempi remoti, avrebbe orbitato intorno al nostro pianeta. Se Atlantide fosse stata distrutta in un giorno e una notte, come Platone asserisce, la Terra avrebbe conosciuto necessariamente un'era di barbarie e una nuova civilizzazione non avrebbe potuto evolversi prima di cinque - seimila anni. Platone conferma la storia dei cataclismi che si scatenarono in quel periodo, nelle "Leggi". Secondo la tradizione egizio - indiana, confermata anche da quella del Galles, la scomparsa di Atlantide sarebbe avvenuta in seguito a quattro catastrofi, scatenate probabilmente dall'azione vulcanica. E' importante notare come queste tradizioni coincidano parzialmente con il racconto di Platone.
Ricerche
Probabilmente Platone non immaginava che la sua breve narrazione avrebbe scatenato così tante ricerche dedicate a una civiltà che, forse, non è neppure esistita, scatenando molteplici polemiche. A parte vari accenni a terre al di là delle colonne d'Ercole e l'accenno al popolo degli Atalanti, nelle Storie di Erodoto, il tema del Timeo e Crizia costituiva un tema assolutamente nuovo. Per di più l'esistenza di un continente distrutto novemila anni prima non coincideva con la data della creazione del mondo secondo la Genesi, calcolata nel 3760 a.C. Ma, nel 1492, Cristoforo Colombo scoprì che, al di là dell'Atlantico, esisteva davvero una terra e il filosofo inglese Francis Bacon suggerì che avrebbe potuto trattarsi del continente descritto nel Crizia. Molte opinioni cominciarono a modificarsi, tanto che dal XVI secolo Guillaume Postel e altri cartografi chiamarono le Americhe con il nome di Atlantide. Una leggenda degli indigeni del Messico narra di antiche tribù che avevano dovuto lasciare l’isola perché stava sprofondando nell’oceano, da quell’isola i superstiti avevano preso il nome, Aztechi, ovvero "Abitanti di Aztlan". Per precisione, in Messico questa teoria viene insegnata a scuola un po' come da noi la storia di Romolo e Remo e al Museo di Antropologia di Città del Messico sono esposti molti antichi disegni che descrivono la migrazione.
Il ritorno di Atlantide
Qualcuno cominciò a rilevare alcune analogie tra la civiltà dell'antico Egitto e quelle dell'America Centrale: costruzioni piramidali, imbalsamazione, anno diviso in 365 giorni, leggende, affinità linguistiche. Atlantide sarebbe stata dunque una sorta di ponte naturale tra le due civiltà, esteso, probabilmente, tra le Azzorre e le Bahamas. La gran massa degli studiosi concorda nel situare Atlantide in mezzo all'Atlantico, come suggerisce la sua stessa denominazione. Altre Atlantidi sono state collocate in luoghi spesso ancor più fantasiosi: in Inghilterra al largo delle coste della Cornovaglia ove sarebbe sprofondata la mitica città di Lyonesse, in Brasile, Nord America, Ceylon, Mongolia, Sud Africa, Malta, Palestina, Prussia Orientale, Creta, Santorini. Secondo l'italiano Flavio Barbero, Atlantide si sarebbe trovata in Antartide, mentre Sergio Frau colloca le colonne d’Ercole nel canale di Sicilia, quindi Atlantide risulterebbe la Sardegna. Un altra recente teoria identifica Atlantide con Tartesso, prosperosa città-stato di origine fenicia costruita su un'isola alle foci del Guadalquivir; nel quinto secolo a.C. la città venne completamente distrutta, probabilmente da un attacco cartaginese, lasciando sicuramente dietro di sé la leggenda di una grande civiltà scomparsa all'improvviso. Indubbiamente la città di Atlantide continuerà a incuriosire moltissimi studiosi e il suo “essere” forse rimarrà un mistero irrisolto…ma in ogni caso, il posto dove sarà sempre, al di là di ogni credenza, leggenda o ipotesi, è nella fantasia di ognuno di noi.
