Frappe, chiacchiere, castagnole, grostoli, zeppole, frappole, creste: in Italia ogni regione ha la sue; nella mia, il Piemonte, si chiamano simpaticamente “bugie”e, vuote o ripiene ( di marmellata o crema di cioccolato) sono un’autentica tentazione, proprio come le ciliegie, perchè “una tira l’altra”. Ma come sono le “bugie” di Carnevale, nel mondo? Ecco un breve “viaggio” tra le più famose, lasciando la classifica alla vostra golosità:
-In Francia troviamo le “Bugnes”, molto simili alle bugie ma, secondo i cugini d’oltralpe, fritte nell’olio di semi anziché d’oliva. Le più famose sono quelle di Lione che, a differenza delle altre, a forma di rombo, sono fatte come una cravatta annodata.
-In Spagna si cucinano i Flores de Sarten, bellissimi fiori traforati al centro dei petali che danno l’effetto di veri e propri pizzi fritti: se sono buoni quanto belli……
-Arriviamo in Austria : chi non conosce i suoi Krapfen? Tipici anche della Germania – il loro nome deriva da “krafo” che significa frittella – sono ormai diffusi ovunque con vari nomi (negli States, ad esempio si chiamano doughnuts). Nati intorno al ’600, a Gratz, si diffusero ben presto a Vienna e in baviera, dove venivano venduti per strada a carnevale. Le ricette sono tante, ma, quella originaria per essere i veri krapfen era -ed è- con il ripieno rigorosamente di marmellata di albicocche .
- E la Svezia? In occasione del Carnevale propone la Semla: una deliziosa “botta di calorie”; dolce preferito del detective Ture Sventon, noto personaggio di una fiction, si trova anche in Finlandia, Norvegia, Danimarca ed Estonia. Un tempo si mangiava solo il martedì grasso e, la tradizione vuole che venga servito in un piatto fondo con del latte caldo. Non è fritto ma cotto in forno, ripieno con crema a base di pasta di mandorle e con panna.
- In Russia, i Blinis, simili alle crepes francesi, ma lievitati, si degustano con salmone e caviale.
- La Polonia, a Carnevale mangia i Paczki, ricoperti di zucchero e ripieni di frutta e crema polacca: nessuno sa bene pronunciare il nome, ma tutti concordano che non si finirebbe mai di mangiarne.
- Il Messico offre i Bunuelos: di origine spagnola, sono aromatizzati all’anice e serviti con sciroppo di zucchero e cannella. Si mangiano anche in quasi tutti i paesi dell’America Latina.
E per finire, ecco il Brasile con i Bolinhos de chuva e i Papos de anjos. Questi ultimi sono di origine portoghese e la leggenda narra che siano nati dalla abilità di alcune suore di clausura, forse perchè il loro nome significa, letteralmente, “pancine di angeli”. Un termine decisamente in contrapposizione con l’atmosfera durante il carnevale dove, chi li gusta durante la sfilata con tutte le ballerine che danzano la samba, non avrà pensieri così “angelici”!
Che dire ancora dopo tanta delizia? Buon Carnevale e….buone “bugie” a tutti!!
