A differenza di Stoccolma, Capitale verde 2010 – dall'anima già da se molto “green” - finora conoscevamo Amburgo per la sua bellezza e per il suo primato industriale soprattutto come il principale porto europeo dei traffici fluviali fra Baltico ed Europa, su cui ha costruito la sua fortuna economica. Ma il miglior biglietto da visita della città è stata la svolta che l'ha portata a primeggiare con l'attenta politica ambientale per la quale ha meritato l'ambito riconoscimento. Riqualificazione urbanistica, recupero architettonico, mobilità sostenibile ed incremento del verde urbano sono alcuni dei parametri che la Comunità Europea tiene in considerazione per assegnare un titolo di notevole distinzione alle città superiori ai 200 mila abitanti. Un piano d'azione, quello di Amburgo, che va da HafenCity, ricavata dalla trasformazione della zona archeologica industriale dei vecchi silos del porto in spazi multifunzionai eco-compatibili come residenze, scuole ed una sala concerti (nell'ex deposito del cacao) alla riduzione delle emissioni, alla riconversione degli edifici del centro per renderli più eco-compatibili. E' stata incentivata la circolazione su bicicletta mettendo a disposizione dei cittadini un'ampio parco di biciclette concedendo loro l'uso gratuito la prima mezz'ora ed un costo di pochi centesimi l'ora, per il resto della giornata: un triplo beneficio fisico, economico ed ambientale così gradito ai cittadini che usano sempre meno l'auto. I turisti possono navigare sul fiume Elba e godersi la vista di questa bella città sapendo di non inquinarla, poichè i suoi bei battelli sono alimentati dall'energia solare (i battelli più vecchi saranno presto riconvertiti ad energie alternative). Invece di poche maxi aree verdi sono state create molte micro aree verdi e parchi - disseminati ovunque – per incrementarne i benefici a livello urbanistico- ambientale ridando nuova vita ad interi quartieri. Sono molti i progetti “in cantiere” nella città per essere sempre più verde: la creazione sempre ad HafenCity, di un intero quartiere ecosostenibile con energia fornita da impianti solari o geotermici, centrali periferiche a legna e pompe di calore usando l'acqua dell'Elba; un Padiglione, in centro città, con esposizione permanente dedicata all'ambiente, che avrà valenza educativa; un Treno delle Idee con cui la città porterà in giro le proprie esperienze e servirà da mezzo di scambio idee; un progetto di coperture verdi per abbattere l'impatto autostradale, uno per riqualificare l'isola al centro dell'Elba... insomma una Eco-Amburgo, capace di reinventarsi continuamente al passo con i tempi che continuamente cambiano: una città del futuro da visitare per vedere come si possono valorizzare le proprie radici con tecnologie e tanto buonsenso all'insegna della sostenibilità.
“ ..La sfida principale del nuovo secolo sarà quella di costruire delle comunità che siano ecologicamente sostenibili, progettate in modo tale che le loro tecnologie e le loro istituzioni sociali non vengano a minare quella capacità di sostenere la vita che è una proprietà intrinsaca del mondo naturale” . Così scriveva Fritjof Capra, autore del “Tao della Fisica”.
Altrettanto importante “ricostruire” o “riconverire” in ecologicamente sostenibile ciò che non lo era. Amburgo, di questo ha ora un grande merito e si spera che altre città vogliano seguire il suo esempio, per migliorare la qualità della vita ed il futuro di tutti.
maria lucia ceretto
