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Giovedì 05 Gennaio 2012 13:12
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SERENGETI

  • Scritto da  Maria Lucia Ceretto
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SERENGETI

I Masai lo chiamano “siringet ”che significa “luogo vuoto” (ma anche pianura infinita), forse per  come appare a prima vista; ma è proprio questo che consente di ammirare l’habitat naturale intatto 

di una delle più importanti aree protette in Africa e uno degli ultimi luoghi dove gli animali vivono ancora senza paura di essere cacciati: il Parco Nazionale Serengeti.

L'ambiente...

Si trova in Tanzania e fa parte dell'ecosistema Serengeti-Mara-Ngorongoro che comprende la vicina Riserva Mara in Kenya, ed è una delle regioni più rappresentative della savana africana, dove vivono oltre un milione fra impala,gnu, zebre, gazzelle, struzzi e tutti i "big five": leoni, leopardi, elefanti, bufali,e rinoceronti neri. Ci sono anche i “litte five”formica-leone, tartaruga-leopardo, topo-elefante, uccello-bufalo e scarafaggio-rinoceronte: meno “carismatici” ma ugualmente interessanti nell’ecosistema. Nel parco sono vietati gli insediamenti umani ad eccezione delle strutture turistiche e quelle destinate al personale o all’Ente gestore. Il clima è tropicale e caratterizzato da due periodi di piogge stagionali: le “piccole piogge” da ottobre a dicembre e le “grandi piogge” da aprile a giugno. Il territorio è costituito, a sud, da savane aride e piccole collinette di roccia metamorfica “kopjes” mentre verso nord, le maggiori precipitazioni favoriscono la crescita di foreste, savane umide e “miombi”, i tipici boschetti di acacie.

...la comparsa dell'uomo...

Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981 per la sua ricchissima biodiversità, il suo ecosistema è uno dei più antichi della Terra, dove l’uomo fece la sua comparsa, come testimoniano i resti fossili rinvenuti. All'interno del Serengeti si trova l’Area di Conservazione Ngorongoro di cui fa parte il Cratere Ngorongoro, che deriva dalla caldera di un antichissimo vulcano estinto di notevole superficie e profondo oltre 2000 metri. Il Cratere è una delle aree naturalistiche più famose dell’Africa, con un bioma tanto particolare da formare un ecosistema a se stante all’interno della riserva circostante. L’incontro fra le temperature caldo-umide del fondo e quelle fredde della cima  forma la caratteristica nebbia che lo sovrasta. Il fondo del cratere è costituito da savane semi aride, zone umide,  sorgenti e pozze d'acqua, mentre sui pendii esterni si trovano foreste sempreverdi dove sono situate le strutture per i turisti. Un tempo abitato dal popolo dei Masai è, insieme al Parco Nazionale del lago Manyara, uno dei pochi territori africani ancora occupati dalle foreste primarie. Dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, ospita le specie animali caratteristiche della savana fra cui gli uccelli migratori, dei quali vanta una delle più grandi colonie di fenicotteri. Qui è situato il sito archeologico delle Gole di Olduvai, celebre per il ritrovamento dei resti dell’ominide Australopithecus boisei e di fossili risalenti all’Età della Pietra.

...le grandi migrazioni...

Ma è per la migrazione delle sue specie che il Serengeti è maggiormente conosciuto perchè, insieme all’Area di Conservazione del Ngorongoro  ed alla Riserva del Mara , protegge la più grande quantità e varietà di animali selvatici di tutta la terra: milioni di capi che ogni anno durante le piogge si spostano attraverso habitat differenti seguendo l’istinto antico che li muove, sfruttando l’ecosistema per la propria sopravvivenza, in un ciclo continuo che, a sua volta lo regola. Trascorrono la stagione delle piogge da dicembre  nelle piane del Ngorongoro dove  trovano maggiori quantità dell’erba più nutriente. Da gennaio amarzo nascono i piccoli che crescono rapidamente grazie all’abbondante disponibilità di cibo. In giugno, quando cessano le piogge, le mandrie si spostano verso il lago Victoria, poi verso il Masai Mara per poi tornare nelle piane del Serengeti.

...il turismo sostenibile...

I confortevoli lodges e campi tendati all'interno del parco sono costruiti nel rispetto dell'ambiente secondo antiche tecniche Masai, con strutture portanti in legno a pareti aperte e tetti in paglia per favorire l'arieggiamento durante la stagione calda e lo sgrondo dell'acqua durante la stagione delle piogge. Alcuni di essi hanno la concessione per effettuare safari notturni ed a piedi, particolarmente suggestivi in maggio e giugno quando passano vicine le grandi migrazioni. Situato in posizione sopraelevata, il Serengeti Sopa Lodge domina dall'alto le vaste pianure verso l'orizzonte, nell'emozionante silenzio del bush da cui godere lo spettacolo delle migrazioni. Sull'orlo del Cratere si trova il Ngorongoro Sopa Lodge, ideale per soggiornare e vivere un'esperienza magica. Il parco è impegnato nella sostenibilità ambientale con lo smaltimento dei rifiuti,  la protezione e la creazione di  opportunità di lavoro per le popolazioni locali; la costruzione di scuole e di un prossimo centro per lo sviluppo, con investimenti in progetti comunitari.

...le estensioni...

Al confine con l’Area Ngorongoro si trova il Parco Nazionale del Lago Manyara, il cui nome deriva da “manya” una pianta locale usata dai Masai per costruire i recinti per il bestiame. Il Parco si estende dal lago omonimo fino al versante occidentale della Great Rift Valley, (la“fossa tettonica” che si formò dal distacco del Corno d’Africa dal continente determinando i cambiamenti climatici che favorirono la comparsa della savane e dell’uomo sulla Terra.) Un piccolo lembo di terra lungo circa 50 km. e largo non più di 8, con un ecosistema assolutamente singolare per il quale, nel 1981 ha ottenuto dall’UNESCO la qualifica di Riserva della Biosfera. L’alternanza di savana, foresta primaria, vegetazione lacustre con i corsi d’acqua che l’attraversano, rende l’habitat particolarmente ideale per ippopotami, zebre e gnu; ma anche babbuini e molte varietà di uccelli, fra cui i fenicotteri, favorendo dunque l’attività di bird watching. Ma  sono i leoni l’attrattiva più curiosa del parco, perchè dormono sui rami degli alberi! Le strutture turistiche all'interno del parco sono confortevoli e costruite nel rispetto dell'ambiente, con legno degli alberi locali, tetti in paglia e colori che si mimetizzano con la vegetazione. Sono dotati di impianto ad energia solare e portano avanti progetti di formazione ed occupazione per la tutela ambientale e per la prevenzione di importanti malattie. Fra questi il Kirurumu Tented Camp, ottimo e piacevole lodge con vista panoramica sul lago.

 

Il mondo senza l’Africa non è il mondo

Così titolava il Convegno UNESCO alla Giornata Mondiale dell’Africa 2010, evidenziando la necessità di preservare i suoi eccezionali ecosistemi. E questa, un po’, è la sensazione di chi arriva per la prima volta in questo "luogo infinito" della Tanzania dove tutto  riporta alle origini del tempo e, anche se nuovo, e diverso, sembra di conoscerlo da sempre. 

Un “ecologico”Safari Njema... e Tutaonana (buon viaggio e arrivederci) dal Serengeti!

 

Maria Lucia Ceretto


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  • Compagnia: African Explorer
Ultima modifica Venerdì 13 Gennaio 2012 12:47
Letto 332 volte
Pubblicato in Eco
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